GLOSSARIO (sempre in costruzione)

 

Coerenza interna

Dare una stessa direzione al pensare, al sentire ed all’agire, e trattare gli altri come desidereremmo essere trattati sono due proposte tanto semplici che quanti sono abituati alle complicazioni le giudicheranno delle banali ingenuità. Eppure dietro l’apparente candore c’è una nuova scala di valori in cui la coerenza si colloca al primo posto; una nuova morale per la quale non è indifferente il genere di azioni che si compiono; un’aspirazione del tutto nuova ad essere coerenti quando ci si sforza di dare direzione agli eventi umani.

La coerenza interna significa pensare, sentire e agire nello stessa direzione. Quando riusciamo a fare qualcosa in accordo con le nostre idee e i nostri sentimenti, sperimentiamo una sensazione interna di unità nella quale vorremmo vivere sempre. Gli indicatori della coerenza sono grande leggerezza, pace interna, armonia con se stessi. Il suo opposto è la contraddizione. Quando esaminiamo nella nostra vita quotidiana le contraddizioni tra ciò che pensiamo, sentiamo e facciamo, riconosciamo innanzitutto la necessità di un cambiamento della nostra situazione e attraverso la comprensione profonda di questa necessità provata otterremo una risposta adeguata.

 

Comunicazione generativa nonviolenta

È un modo di stare in relazione che genera qualcosa di nuovo in una direzione evolutiva che non provoca sofferenza né alle persone né all’ambiente.

La comunicazione generativa nonviolenta unisce alcuni studi nell’ambito della comunicazione completandoli con le proposte di alcuni studiosi della nonviolenza. SI fa riferimento agli studi DEL Center for Generative Communication | DSPS dell’ Università di Firenze, all’apporto dello psicologo americano Marshall Rosenberg e agli studi sulla violenza e nonviolenza  del pensatore argentino Mario Rodriguez Cobos (detto Silo).

Una comunicazione generativa umanista e nonviolenta, è una buona comunicazione che sceglie continuamente, sceglie forma e contenuto seguendo il progetto di una umanità che considera la centralità dell’essere umano, che cerca di superare la sofferenza, che cerca di superare la vendetta come forma di azione quotidiana.

 

Creatività

Secondo la definizione di Erich Fromm (1900-1980) “essere creativi significa considerare tutto il processo vitale come un processo della nascita e non interpretare ogni fase della vita come una fase finale. Molti muoiono senza essere nati completamente. Creatività significa aver portato a termine la propria nascita prima di morire”. Inoltre, tra le moltissime definizioni di creatività che sono state coniate si segnala quella fornita dal matematico Henri Poincaré: “Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili“. Questa definizione aiuta a comprendere cosa significa il termine creatività nell’Umanesimo Universalista. L’atto creativo ha come strategia il superamento delle regole esistenti, spesso violente – per questo è un atto nuovo – istituendo una ulteriore regola condivisa che si rivela utile e vantaggiosa perché nonviolenta.

 

Educatori/educatrici

Credo che educare consista principalmente nel rendere le nuove generazioni capaci di una visione non ingenua della realtà, nel senso che il loro sguardo consideri il mondo non come una presunta realtà obiettiva in sé, ma come un oggetto di trasformazione sul quale l’essere umano applica la propria azione.

Dal latino, educator , -oris, ovvero colui che si dedica a sviluppare le facoltà fisiche, intellettuali e morali del soggetto educato. Pertanto educatori e educatrici sono coloro che trasmettono intenzionalmente modelli comportamentali e conoscenze (docenti, genitori, educatori, ecc). Sono esseri umani come gli educandi ed è proprio dal riconoscimento reciproco di questa umanità che avviene la crescita di entrambi, in un rapporto costruttivo basato su rispetto e fiducia.

 

Nonviolenza*

La nonviolenza è un atteggiamento di fronte alla vita la cui caratteristica fondamentale è il rifiuto e il ripudio di tutte le forme di violenza. La Nonviolenza Attiva è una metodologia di azione e uno stile di vita che coniuga la coerenza interna del pensare, sentire e agire nella stessa direzione a un modo di relazionarsi basato sulla seguente regola di condotta di base: “Tratta gli altri come vorresti essere trattato”.

La Nonviolenza Attiva è una pratica che permette di esprimersi e realizzarsi pienamente, superando la sofferenza in sé e negli altri e registrando una profonda sensazione di armonia, libertà e felicità. L’essere umano, nella lotta per superare le condizioni di dolore e sofferenza, trova nella metodologia della Nonviolenza Attiva uno strumento di trasformazione dell’ambiente storico-sociale che spinge l’umanità verso la sua direzione evolutiva.

Spesso si identificano nonviolenza e pacifismo, ma in realtà quest’ultimo non è un metodo d’azione né uno stile di vita, ma una denuncia costante contro la corsa agli armamenti. La nonviolenza e la nonviolenza attiva consistono in un impegno personale, uno stile di vita e una metodologia per il cambiamento personale e sociale.

*Scritto nella forma univerbata, (come suggerito da Aldo Capitini), perché la nonviolenza non è la semplice negazione della violenza bensì un valore autonomo e positivo. Ora inserita anche nel vocabolario Treccani

 

Reciprocità

E’ un’attitudine e una forma di comportamento intenzionale e sincera che ha luogo tra due o più soggetti, in modo che l’azione compiuta dal primo equivale a quella ricevuta. Simile alla solidarietà, prevede però che chi riceve aiuto si ponga sullo stesso piano di chi lo offre.

 

Regola aurea

Se potessimo dare la stessa direzione al pensare, al sentire e all’agire diremmo che la nostra vita è coerente, allora ci considereremmo affidabili, anche se non necessariamente lo saremmo per l’ambiente in cui viviamo.  Questa stessa coerenza dovremmo conquistarla nei rapporti con gli altri, che tratteremo come vorremmo essere trattati. L’unità tra pensiero, sentimento ed azione e l’unità tra il comportamento che si chiede e quello che si offre, sono ideali che non si concretizzano nella vita quotidiana.

Per regola aurea si intende una norma etica presente in molte culture che prescrive di trattare gli altri come ciascuno desidera essere trattato. cioè di operare verso gli altri lo stesso tipo di comportamento che si desidera per se stessi. Non è mettersi nei panni dell’altro (che è una credenza), ma mettersi nei propri panni (ascoltarsi e capire bene se stessi).

Per il Nuovo Umanesimo, la regola aurea costituisce la base etica di ogni azione personale e sociale.

 

Violenza

La violenza è una metodologia di azione. Consideriamo violenza qualsiasi atto che limita l’intenzionalità e la libertà umana propria e altrui, riconoscibile quando proviamo o provochiamo sofferenza.

In relazione a ciò va considerato che la violenza può presentarsi sotto aspetti differenti, quindi non solo nella più evidente e conosciuta forma di violenza fisica, ma anche in quella economica, religiosa, psicologica, sessuale, etnica, ecc. Quando si parla di violenza, si fa generalmente allusione alla violenza fisica in quanto questa è l’espressione più evidente dell’aggressione corporale. Altre forme di violenza (come quella economica, razziale, religiosa, sessuale ecc.) possono agire in varie situazioni nascondendo il proprio carattere e sfociando, in definitiva, nell’assoggettamento dell’intenzione e della libertà umane. Quando queste forme si rivelano in modo manifesto, si esercitano anche attraverso la coazione fisica. Correlativa ad ogni forma di violenza è la discriminazione. Non fermiamoci al concetto della violenza fisica, che è quella più evidente e più esterna.