La sperimentazione

Le classi pilota sono partite a settembre 2017 in 4 istituti scolastici (primarie e secondarie – da 6 a 16 anni) che hanno aderito alla rete ED.UMA.NA. La sperimentazione finisce a giugno 2020.

La valutazione

La valutazione è curata dal Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

La valutazione è condotta con un approccio di tipo qualitativo con l’obiettivo di mettere a fuoco le ricadute del progetto sulla comunità educante attraverso la rilevazione delle rappresentazioni sociali degli attori della sperimentazione (insegnanti e studenti educatori) all’inizio del processo di formazione e la raccolta di una documentazione significativa delle sperimentazioni attuate in classe.

L’obiettivo è realizzare una mappa della messa in pratica, analizzare temi, problemi e criticità, dubbi e resistenze, acquisizioni e qualità delle relazioni del sistema classe.

Il monitoraggio

Il monitoraggio è a cura di AFOL Metropolitana. Le evidenze che emergono via via dalle attività di valutazione e monitoraggio confluiranno in un report di valutazione conclusivo.

Il sistema di monitoraggio è finalizzato alla verifica in itinere dell’impianto e del percorso progettuale, al fine di poterlo confermare o modificare, intervenendo per tempo su necessità e problemi che potrebbero emergere dalle specificità di ogni singola scuola/campo di azione. Esso permetterà altresì di saggiare e valutare i risultati complessivi del progetto una volta concluso.

Come nasce ED.UMA.NA?

Nel mese di settembre 2016 alcuni Istituti scolastici, associazioni genitori, associazioni no-profit del territorio milanese, hanno costituito formalmente il Tavolo di lavoro sulla Educazione alla Nonviolenza Attiva con il sostegno del Comune di Milano e delle associazioni promotrici Mondo Senza Guerre e Senza Violenza e La Comunità per lo Sviluppo Umano.

Ognuna di queste realtà aveva già esperienza nel campo della prevenzione della violenza e della promozione della nonviolenza. Il Tavolo è nato proprio dall’esigenza di condividere e convogliare in un unico gruppo di lavoro queste esperienze con l’intento di delineare insieme un percorso educativo per promuovere l’educazione alla diversità, al rispetto dell’altro e costruire un’alternativa nonviolenta. Così questo percorso educativo potrebbe diventare un punto di riferimento cittadino e non solo.

Le realtà partecipanti al Tavolo, i dati rilevati rispetto alla violenza nell’ambito dei minori, le Raccomandazioni UE, il piano MIUR per la formazione dei docenti 2016-19 concordano che per il ben-essere delle ragazze e dei ragazzi è fondamentale la coesione sociale, la prevenzione del disagio giovanile, la valorizzazione delle diversità e della cittadinanza universale. Inoltre emerge chiaramente che è di cruciale importanza l’ambiente e la comunità educante, che include le figure educative presenti nell’ambiente scolastico (docenti, personale ATA, dirigenti) e quelle presenti nell’ambito extrascolastico.

Tenendo conto di tutte queste premesse è stata elaborata la Pratica di Educazione alla Nonviolenza Attiva, che è sperimentata nelle classi a partire da settembre 2017 fino a giugno 2020.

La sostenibilità del progetto

ED.UMA.NA prevede un lungo percorso affinché possa diventare scalabile e applicabile a tutte le realtà scolastiche italiane.
Dopo il prototipo si prevede uno studio di 3 anni per ricercare la sostenibilità economica e di risorse umane.

Dopo il periodo di sperimentazione, si favorisce la diffusione della Pratica attraverso la rete ED.UMA.NA.
Si auspica un intervento dell’Università attraverso Master di formazione o Corsi di Perfezionamento e/o corsi di formazione professionali, che siano indirizzati all’abilitazione di sufficienti formatori a soddisfare le richieste territoriali di applicazione di ED.UMA.NA, dapprima nella Regione Lombardia e in seguito laddove richiesto.

Dal punto di vista economico, è stata fatta una prima raccolta fondi, necessaria a costruire l’impianto generale e a produrre i materiali per la formazione. Il progetto ha visto l’assegnazione del bando delle politiche sociali della Regione Lombardia 2018.

È richiesto un contenuto impegno economico di ciascuna scuola che adotterà la Pratica, necessario esclusivamente ad attuare la formazione specifica, inserendola nel proprio Piano Triennale di formazione.